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martedì 22 aprile 2014

Un pensiero per gli impiccati

Un pensiero per tutti quei poveri cristi, lavoratori e imprenditori, che si sono messi il cappio al collo perché non più in grado di onorare i debiti o di sostentare la famiglia, o perché umiliati da vessazioni tanto più incomprensibili in un periodo come questo... Avete sbagliato.

In primis perché il suicidio, checché ne dica Seneca, non è mai onorevole ("sistemi" te stesso e metti nei guai i tuoi cari); in secundis perché la vostra tragedia, la tragedia di chi non poteva magari pagare una contestazione di Equitalia da 2000 euro, è volta in farsa e in scherno da un tizio che, per aver evaso 369 mln di euro (di cui "solo" 7,3 - mi pare - sono arrivati a sentenza), è "condannato" a 4 ore di servizio sociale alla settimana, e potrà verosimilmente continuare addirittura ad influenzare (per quanto, grazie a dio, sempre meno) il governo della cosa pubblica.

E, incredibilmente, a fare campagna elettorale per il partito di sua proprietà. Quando si diceva "in nessun altro Paese..." non si poteva prevedere di arrivare a questa infamia. Alla Fossa delle Marianne della civiltà politica.

Ma il Belpaese (da Gela al Cervino) ama il registro comico; il dramma delle impiccagioni è "fuori tono", orribilmente sbagliato. Grottesco.

Dovevate vivere, e ridere di questo circo.

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