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giovedì 16 febbraio 2017

Il PD e la stupidità scissionista

La minaccia di scissione evocata, e ormai brandita, dalle minoranze pd è singolarmente scimunita; anzi, è triplicemente scimunita: per la tempistica, per i pretesti e, soprattutto, sotto il profilo politico.

Timing. Le elezioni ci saranno comunque, quest'anno o al più l'anno prossimo. Ergo, solo qualcuno che non sia minimamente interessato al loro esito potrebbe dividere il partito che potrebbe (ahimè) perderle contro il M5S, ma che è l'unico che potrebbe vincerle -- nell'ambito dell'ala normodotata del Parlamento, ça va sans dire. Non so quanto pensino di raggranellare, nel Paese, i colonnelli, ma fatalmente la loro percentuale sarà inferiore a quella che della Lega -- che peraltro ha due prospettive che tiene saggiamente semiaperte, pur con difficoltà: il cartello con FI e la prospettiva del "fronte populista" con il M5S. Per contro, dal basso del suo (voglio essere generoso) 10%, quale funzione svolgerà la neoformazione (anche in senso canceroso) "de sinistra" (e "dunque" sdraiata sull'antieuropeismo lepeniano), a parte quella di indebolire il PD, rafforzando, con un autogol di rara sinergia strategia, tanto i fascisti quanto i populisti? Mi sfugge.

Pretesti. Le "Carte bollate" del signor Boccia, sodale di Emiliano:


E' il deputato Francesco Boccia, alleato di Emiliano in questa battaglia, a spiegare cosa sono le "carte bollate". Ecco qui: "Per essere celebrato a fine anno, il congresso deve essere indetto il 15 maggio al massimo". Va da se che cosi le elezioni a giugno salterebbero. Continua Boccia: "Se entro questa settimana non arrivano segnali dal segretario, cominciamo a raccogliere le firme tra gli iscritti per chiedere il referendum per il congresso anticipato e anche per un giudizio sull'operato della segreteria Renzi. Se non vogliono fare il congresso, almeno vediamo che ne pensa la base. Servono 13-14mila firme per chiedere il referendum: le raccogliamo facilmente".
Cioè, mentre la UE traballa, gli USA delirano, l'UK chiede l'hard Brexit, l'economia italiana arranca (e gli esorcismi deresponsabilizzanti impazzano), i sigg. Boccia ed Emiliano straparlano di "statuto" e "congressi provinciali"?! Fortunatamente, nessun elettore perderà troppo tempo a seguire questa commedia in costume; ma è anche ovvio quali conclusioni ne trarrà. Evidentemente, non avendo B&E notato che (sfortunatamente), salvo il Pd, ormai nessun partito italiano (si possono battezzare come vogliono, ad usum puporum, ma restano comunque ottocenteschi Partiti) ha bisogno di "democrazia interna", il dinamico duo de quo loquebamur (with a little help from la Volpe del Tavoliere) ritiene di "far causa" a Renzi. E in nome di che? Ma è ovvio: in nome del progetto politico :)

Orizzonte. Perché, sia chiaro, la minoranza ha dei princìpi :), il primo dei quali consiste nell'arrivare a fine legislatura. Ora, anche prescindendo dalla campagna elettorale che seguirebbe a questo "successo" (i vitalizi di settembre coprirebbero ogni argomentazione), e sebbene anch'io ritenga che andare a votare ora sia insensato (con una legge elettorale ancora incognita e con la certezza dell'ingovernabilità), la banale realtà è che il Paese vuole votare, e voterà male. Ergo, qualunque resistenza in questo senso accentuerà la sconfitta delle forze politiche normodotate (parzialmente normodotate, pare). Ai "Min", dopo la gioiosa catastrofe (che astutamente "rivendicherebbero" a fianco dei loro "camerati di strada"), rivolgerei la stessa domanda che rivolse Nanni Moretti a Bertinotti: "Che cos'avete da ridere, coglioni ['coglioni' è aggiunta mia]?". I mammalucchi della minoranza (viene da evocare insultanti, e politicamente scorretti, corradicali) vivono evidentemente su "Htrae", la patria di Bizarro, e dunque non vedono che il mondo sta scivolando verso il fascismo e il nazionalismo, e che ciò richiede unità tra le forze di sinistra e quelle liberali (magari in modo più leale di quanto accadde durante la Guerra Civile spagnola...). O forse le cose stanno ancor peggio: forse la persino loro (eterna vergogna a Bersani, olim uomo onesto) vedono tutto ciò e credono di poter parassitare le briciole che cadono dalla ricca tavola dell'Internazionale Fascista (e no-global, come i "marxisti" che hanno dimenticato di leggere Marx). Mosche tanto cocchiere, insomma, da alloggiare sotto la coda del regresso trionfante. Non so se dio - come si dice - riconosca i suoi, ma noi vi riconosceremo: dall'"odore", se non altro.

domenica 5 febbraio 2017

Se dice che Virgiggna, detta Raggi

Visto che il "Blog delle stelle" ha deciso di difendere la Raggi con una serie di orride e zoppicanti (nonché servili) quartine a firma "Antonio Ventrone", ho pensato bene di rispondere per le rime con un sonetto.

Se dice che Virgìggna, detta Raggi,
s'è fatta da' li sòrdi da 'n amico.
Non sùbbito, però - né io lo dico -:
so' sòrdi, come di'?, ne li paraggi.
Oddìo, tutto po' esse: ce so' paggi
che pe' du' occhion farebbono 'n te dico,
fino a fasse farcià dar fòco amico,
tanto de quell'occhioni so' l'ostaggi.
Ce creda pur chi vol, non certo io,
nato ormai da tropp'anni, a mia sventura:
io 'n me 'nginocchio manco avanti a ddìo,
figùrete a romana avvocatura.
Chi 'nveste vo' 'n riscontro (no mio-mio!),
così 'r conto economico matura.