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domenica 27 aprile 2014

Promemoria per antieuristi


Questo interessante grafico dimostra come il declino italiano, lungi dal nascere con l'euro o dall'euro, cominci prima ancora dello SME. Basta guardare un po' da lontano.

venerdì 25 aprile 2014

The Piketty Panic

Paul Krugman recensisce il recente libro di Piketty, Thomas Piketty, Le capital au XXIe siècle (è stato tradotto in inglese, ma non ancora in italiano). Lo segnalo prima di leggerlo; sembra proprio che ne varrà la pena.

L'inno del gregge a 5 stelle

Traggo dal blog di Grillo il testo del patetico "inno" contro l'Europa, postato il 25 aprile (giorno che per i pentastelluti non è evidentemente - e sintomaticamente - una data memorabile). Vorrei tentarne un commento ideologico (in corsivo infra), tralasciando pietosamente la sciatta povertà (quando la ridondanza ci vuole, ci vuole) letteraria dell'opera.
Pugni sul tavolo
Il titolo di questa filastrocca è molto interessante: dopo tanto grillino cianciare (niente affatto ingiustificato, btw) contro la retorica da talk show, l'autore grillesco non trova di meglio da fare che titolare il suo "inno" con un luogo comune di TUTTA la politica italiana (a dx come a sx).
Testo e musica : Felice Marra
Voi mi direte: "Ma chi cazzo è Felice Marra?". Presto detto. Sul suo profilo twitter, lui si definisce così: "Eclettico creativo multimediale, musicale e sociale. Da anni svolge attività che coinvolgono le masse. Cuneo". E poi dicono che i famosi "tre anni di militare" non giovano...
Questa Europa è una Europa che
non smette di mostrarsi fragile
nei suoi concetti e nei suoi perchè
si dimostra totalmente instabile
Non ha senso questa unione sterile
che si basa su finanza e debiti
dove i popoli sono dei numeri
come indici di borsa e spread
Qui andiamo sul classico-liceale: la persona-persona (qui popolo-popolo), spesso gabbianesca e spesso innamorata (dunque, visto il tipo, esageratamente ottimista),  vs. l'istituzione anonima e senza corazon. Segnalo inoltre che ci troviamo di fronte ad un secondo luogo comune (di dx e di sx): "Dietro i numeri della disoccupazione ci sono delle perso-o-one".
Questa Europa è una europa che
si nutre umiliando i deboli
con leggi tutte sangue e lacrime
mentre i loro conti in banca salgono
Chi sono "loro", sintatticamente parlando? Ma è "ovvio" :) : "l'Europa", promossa da entità metafisica e metastorica imposta a (inesistenti) "popoli" (è robba che se maggna?) a oscura metafora per un'élite occhiuta e occulta. Ma il grillino scafato già ciòòsà, de quibus fabula narratur: il solito club Bilderberg, ipostasi della finanza crudele --- quella stessa confusa entità, evidentemente emendabile dalla geenna, cui si chiede di finanziare - ça va sans dire - la "piccola e media impresa" (sempre sia lodata :).
Non è la guerra tra i poveri
l'Europa che immagino per me
per questo ora voglio muovermi
e fare in modo di coinvolgere anche te
E sbatterò i miei pugni su quel tavolo
e urlerò tutta la rabbia che c'è in me
E lotterò con le mie forze contro il diavolo
del dio denaro che ha corrotto le anime
Anche il "dio denaro" e il denaro "sterco del diavolo" hanno una lunga storia (cattolica e pelosa), una storia curiosa da evocare per chi si propone di governarne i flussi, e non di esorcizzarlo.
Questa Europa è una europa che
non pensa ad unire i popoli
le menti e le coscienze
Ecco che "i popoli" si fanno Völker, e acquisiscono un'anima, una mente, una coscienza, come nella miglior tradizione nazista.
dicono
le usano per atti ignobili
Il sistema è sempre più in pericolo
ha paura di ciò che faremo noi
"Loro" "dicono" e fanno "atti ignobili" (quali?) e "noi" "faremo" (un futuro molto opportuno) qualcosa (il "qualcosismo" è il fondamento delle moderne religioni: "Io non dreco in Dio, ma credo che ci sia Qualcosa" :)) contro il "sistema" (quello anonimo e senza cuore de quo ante). Recinti a posto :)
metteremo il loro regno in bilico
che alla fine crolla e vinciamo noi
E qui siamo all'hashtag elettorale, denso di umoristiche risonanze mussoliniane.
E sbatterò i miei pugni su quel tavolo
e urlerò tutta la rabbia che c'è in me
E lotterò con le mie forze contro il diavolo
del dio denaro che ha corrotto le anime
Padri Amorth di tutto il mondo, unitevi! :)

giovedì 24 aprile 2014

Dalla spartizione della Polonia alla spartizione dell'Ucraina

Da un'intervista del Washington Post a Radoslaw Sikorski, Ministro degli Esteri polacco, si apprende che Putin (mediante una lettera del Vicepresidente della Duma, Žirinovskij, avrebbe inviato proposte di spartizione dell'Ucraina non solo alla Polonia, secondo diretta testimonianza di di Sikorski, , ma anche all'Ungheria e alla Romania:

[Washington Post] Somebody told me that you heard Putin talking out loud about dividing Ukraine awhile ago. Is that true?

[Radoslaw Sikorski] Oh yes, President Putin made a speech at the Bucharest NATO Summit in 2008, at which he spoke about Ukraine as an artificial country put together from bits of other countries. And yes, we have received a letter from the deputy speaker of the Russian Duma, Vladimir Zhirinovsky, proposing that Poland take five provinces of Ukraine. He sent similar letters to Hungary and Romania, also making territorial proposals to them.

[WP] When?

[RS] It was a month ago. We told him we were not doing it.

Le analogie dell'odierna strategia "imperiale" russa con la tattica espansionistica di Hitler si fanno sempre più inquietanti. E la reazione di chi subisce il ricatto del fait accompli è, oggi come allora, la stessa.

Il presunto "leninismo" dei grillini

E' veramente buffo sentir parlare di "leninismo" a proposito del m5s. Evidentemente, si dimentica che Lenin, oltre che un leader, era anche  un intellettuale in grado di operare una sintesi ideologica (che poi è una sintesi progettuale fondata su linee-guida) mirata sulla mobilitazione (o sul contrasto) delle forze materiali in gioco.

Grillo, per contro, può e sa solo spettacolarizzare un'insofferenza generica, diffusa (pur dicendo, a volte, ne convengo, cose giuste; mescolate a colossali sciocchezze) e comprensibile.

Questo significa che "il popolo" che lo vota è proportionaliter privo di una visione politica di fondo; non è un "elettorato", bensì una "folla per caso", un po' come quella che s'incontra sulla banchina della metropolitana. Ma almeno chi prende la metro lo sa, dove vuole andare.

martedì 22 aprile 2014

Un pensiero per gli impiccati

Un pensiero per tutti quei poveri cristi, lavoratori e imprenditori, che si sono messi il cappio al collo perché non più in grado di onorare i debiti o di sostentare la famiglia, o perché umiliati da vessazioni tanto più incomprensibili in un periodo come questo... Avete sbagliato.

In primis perché il suicidio, checché ne dica Seneca, non è mai onorevole ("sistemi" te stesso e metti nei guai i tuoi cari); in secundis perché la vostra tragedia, la tragedia di chi non poteva magari pagare una contestazione di Equitalia da 2000 euro, è volta in farsa e in scherno da un tizio che, per aver evaso 369 mln di euro (di cui "solo" 7,3 - mi pare - sono arrivati a sentenza), è "condannato" a 4 ore di servizio sociale alla settimana, e potrà verosimilmente continuare addirittura ad influenzare (per quanto, grazie a dio, sempre meno) il governo della cosa pubblica.

E, incredibilmente, a fare campagna elettorale per il partito di sua proprietà. Quando si diceva "in nessun altro Paese..." non si poteva prevedere di arrivare a questa infamia. Alla Fossa delle Marianne della civiltà politica.

Ma il Belpaese (da Gela al Cervino) ama il registro comico; il dramma delle impiccagioni è "fuori tono", orribilmente sbagliato. Grottesco.

Dovevate vivere, e ridere di questo circo.

mercoledì 16 aprile 2014

Terrorismo e guerra mascherata

L'articolo di Franco Venturini apparso oggi sul CdS, "La guerra civile (suicida) di Putin e la paura siriana che blocca Obama", si conclude, dopo varie osservazioni di rassegnato buon senso, con questa affermazione: "Le vie percorribili sono poche. Una potrebbe essere quella di trattare sull'idea dell'assetto federale dell'Ucraina, cioè sul riconoscimento di una realtà storica [Blut und Boden strike again, NdR], ma piantando tutti i paletti necessari per impedire che le autonomie dell'Est e dell'Ovest diventino la premessa di uno smembramento a tutto vantaggio del Cremlino".

Cioè, si intendono archiviare i Sudeti (l'Anschluss della Crimea) e ci si appresta a "trattare" (invano) sull'Austria (l'Ucraina), per i buoni (senza ironia) motivi connessi a) al contraccolpo delle eventuali sanzioni hard sull'economia dei sanzionatori; b) ai rischi inaccettabili di una guerra aperta.

Ma non è necessario. Tertium datur.

Proverò ad esprimere coram populo quel che tutti sanno. L'"avanzata etnica" ha (se la logica ancor s'avvince a un senso) già determinato un riarmo della guerriglia (terroristica? terroristica) cecena.

Il "machiavellico volgare" (l'analfabeta à la Putin, ad es.) crede davvero che la spregiudicatezza pragmatica (una roba vecchia quanto il mondo) sia le dernier cri della politica. Ma non è vero che (ogni) fine giustifichi (ogni) mezzo; è per contro vero che ogni fine ha un mezzo acconcio. Quando il fine eccede il mezzo, l'algido stratega che scambia l'ipotermia per strategia se la pijja ner chiccherone, per citare l'immortale Manfredi di C'eravamo tanto amati.

Ergo, ok, Putin su una cosa ha ragione: nessuno andrà a vedere il suo bluff militare (Putin è un tirannello autistico, dunque, paradossalmente non ha nulla da perdere: anche da cadavere, nella sua aloofness alcoolica, galopperà ubriaco nelle celesti praterie de nunsesacché). Però ci sono altri tavoli, dicevo. Altri giochi. Altre regole.

Regole "cecene".

martedì 15 aprile 2014

Il partito degli onesti

L'eterna illusione per cui il "popolo" (questa massa indistinta per i fessi, ma ben distinta per interessi) sarebbe mondo dalle colpe dell'élite immorale (e magari pure cosmopolita e colta) è appunto un'illusione.

La plebe interclassista che ingoia microfoni compiacenti per spiegare che "ha votato di tutto" ed ora ha capito che "se ne devono andare tutti" non è il giudice, bensì il massimo imputato, posto creda nel sistema democratico.

Non solo questi Robespierre della domenica sono responsabili per aver "votato di tutto" (id est, ad canis mentulam), ma sono /siamo stati beneficiari, talora marginali ma sempre auto-percepentisi come innocenti, dei favori distribuiti dai corrotti contro i quali si ringhia.

Inoltre, il sedicente "popolo" (interclassisticamente, quindi umoristicamente, parlando)

a) non si informa (non legge giornali, e si affida alle draconiane e convenzionali sintesi televisive, pensando evidentemente che altri debbano informarlo correttamente. Eh, no, mes amis: l'informazione è potere, e ce la dobbiamo guadagnare con la fatica personale.

b) reclama partiti personali, dimostrando di preferire la "scelta" (???) della personalità del Capo piuttosto che la valutazione razionale di quello che le diverse fonti di proposta (partitiche, istituzionali, culturali) avanzano come progetto.

Ne consegue che detto "popolo" non ha il benché minimo diritto morale di lamentarsi di ciò che ha costruito con le proprie mani, consapevolmente (per riceverne benefici) o inconsapevolmente (per rivendicata ignoranza).

Poi, per salvarsi l'anima, può pure provare a votare Grillo o a unirsi ai Forconi (fortunatamente desaparecidos) o ai secessionisti circensi, ma in politicis non ci sono dèi che assolvono, e le colpe (rectius, gli errori) si pagano per intero.