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lunedì 1 agosto 2016

Assange perde la verginità

Personalmente, ho sempre approvato l'idea (forse ingenua, ma positiva) di Assange per cui tutto quello che viene (legalmente o illegalmente) "secretato" da Stati o aziende dovrebbe esser reso disponibile al "pubblico". Certo, ciò sottintende una volontà di credere all'esistenza stessa della c.d. "opinione pubblica", ma transeat: ottimismo della volontà.

Quando Assange dice di non essere interessato alla fonte delle sue informazioni, purché le informazioni trasmesse siano vere, si rende però responsabile di qualcosa di peggio di un'ingenuità. Infatti, WL passerà (poniamo) tutto ciò che gli è stato trasmesso, ma non sappiamo se la sua fonte faccia altrettanto (anzi, verosimilmente, i leaks sono funzionali anche ad una strategia della fonte, che potrebbe implicare la pubblicità di alcuni documenti e il seppellimento di altri, sicché l'informazione "vera" potrebbe essere, se riesaminata nella completezza dei dati, semplicemente falsa). Ma transeat: supponiamo, per ostinato ottimismo della volontà, che WL "metta in conto", come male minore, la possibilità di rendersi "complice involontario" di una fonte.

Tuttavia, quando Assange dice di avere "a lot of material" su Hillary Clinton, ma non lo rivela subito, lasciando pendere questa minaccia sulla campagna elettorale americana, beh, sta agendo oggettivamente a favore di un candidato, Trump, del quale pur sono note le frequentazioni mafiose (inevitabili, ma profittevoli, per un palazzinaro a NY) e i finanziamenti a personaggi dubbi (sospettabilissimi di do ut des).

Ma transeat (ter): in fondo, se la campagna elettorale dev'essere senza esclusioni di colpi, lo sia, ma, se potessi farlo, io porrei due domande a mr Assange:

1. Chi decide la linea politica (nella fattispecie, l'oggettivo appoggio a Trump: a quel fascista/razzista di Trump, per la precisione) all'interno di WL?

2. Non è lecito chiedere ad Assange quale sia la sua fonte. Però, WL ha la certezza che, nel caso della campagna elettorale USA, la linea politica (e dunque la tempistica, che mi sembra una novità strategica) non la sia decidendo la fonte? In altre parole, WL sa che Assange potrebbe esser diventato il complice volontario della sua fonte?