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lunedì 30 marzo 2015

Il paradosso Renzi

Basta. Non prendiamoci in giro: lo sapevamo benissimo che Renzi non era esattamente un rampollo della tradizione socialista italiana. Lo sapeva tutto il suo elettorato, lo sapevano tutti quelli che lo hanno votato alle primarie: tutti sapevano, poi, che era un ichiniano. Quel che - non sorprendentemente - abbiamo scoperto ex post è che non è (e non era) *nemmeno* quello (il suo Jobs Act è decisamente peggiore della proposta originaria di Ichino; poi, lui si accontenta, ettecrédo).

Il problema italiano è - ideologicamente - molto semplice: avevamo un capitalismo sregolato e clanico (di tipo russo/libico, per capirci), contro il quale - in quanto capitalismo - combattevano i socialisti e i comunisti, e contro il quale - in quanto capitalismo moderno, potenziale e cancerosa modernità - combatteva anche l'apparato clanico-mafioso di questo Paese, che ha sempre preferito alla legge la deregulation "aum-aum" (vedi boom economico, di cui ora tanti coglioni sentono nostalgia, senza ricordarsi come lo si pagò, e soprattutto CHI lo pagò) e l'aggiustamento "fra amici". Il risultato paradossale è la trasformazione delle forze sane (social-comuniste; più - quanto siamo strani! - la filiazione omeopatica del Pd'A, PRI e PLI) del Paese in sostenitrici - *almeno*, cazzo! - del *funzionamento* di una macchina in sé iniqua. E siamo a Renzi, che, dopo il fallimento dei ciarlatani della "rivoluzione liberale" (una vera cosca, FI, senza virgolette, degno succedaneo della cosca DC-PSI, sempre senza virgolette), canta la stessa canzone, ormai "destoricizzata" e mistificata. Cosa devono sperare gli italiani?

Al netto del suq berlusconiano, del paleofascismo salvinian-lepenista, del coglionismo conservatore & isolazionista grilliano, e dell'archeo-ritualismo psilocibinico marxista-lepenista, resta solo il paradosso (paradossalmente vincente) di una "sinistra" (virgolette debite) che ALMENO il capitalismo vuole introdurlo, in Italia (ma, per carità, come l'entourage di Renzi dimostra, le abitudini claniche sono ancora lì, eh), con un leggero ritardo sul XVIII secolo. Infatti, per superarlo, il capitalismo bisogna almeno raggiungerlo --- il che fa di FiD (non me ne vogliano) un partito "più marxista" - o cmq "più a sinistra" - della "coalizione sociale" di Landini.

lunedì 16 marzo 2015

Gennady Timchenko: a Putin's man of straw?

«The newly released HSBC Swiss client list included royalty such as Morocco’s King Mohammed, politicians, corporate executives including former Santander <SAN.MC> chairman Emilio Botin, who died last year, and wealthy families, the ICIJ said. A spokesman for the Moroccan royal palace declined to comment.
Uruguayan football player Diego Forlan, who was also on the list, on Monday denied evading taxes by hiding money in Swiss accounts with HSBC.
The documents also listed arms dealers, people linked to former dictators and traffickers in blood diamonds, and several individuals on the current U.S. sanctions list, including Gennady Timchenko, an associate of Russian President Vladimir Putin. Timchenko’s Volga Group declined to comment» (http://www.euronews.com/business-newswires/2929464-hsbc-admits-swiss-bank-failings-over-client-taxes/).


Timchenko, Timchenko... Who is this guy? Well, I remember: «currently the world’s 61st most wealthy individual, Timchenko is a citizen of Finland who lives in Switzerland. The rumor mill has it that Timchenko manages Putin’s foreign assets» (http://www.forbes.com/sites/paulroderickgregory/2014/03/03/want-putins-attention-follow-his-money/). By the way, this man is under probe on allegations of money-laundering, in the USA (http://www.wsj.com/articles/u-s-money-laundering-probe-touches-putins-inner-circle-1415234261: «The prosecutors are probing transactions in which the Geneva-based commodities firm Mr. Timchenko co-founded, Gunvor Group, purchased oil from Russia’s OAO Rosneft and later sold it to third parties, one of the people familiar with the matter said. Investigators have in recent months requested information about the prices Gunvor charged, the person said. The transactions predate the financial sanctions leveled by the U.S. on Mr. Timchenko and other Putin allies in March in the wake of Russia’s intervention in Ukraine. But transfers of funds related to the transactions could constitute illegal money laundering if the funds were found to have originated from illicit activity such as, for example, irregular sales of state assets like oil»). Diavolo, che sia un prestanome di Putin? Del resto « Five years ago Gennady Timchenko was a little-known Russian oil trader with a fortune of just $400,000, ranked a mere two slots from the bottom of Forbes magazine's list of wealthiest Russians. In his first interview with foreign journalists in 2008 he stipulated that his photograph not be published. Since then, however, Timchenko's rise has been dizzying. He has metamorphosed into the most prominent figure of a group of billionaires rumored to benefit from close personal ties to President Vladimir Putin. This year Forbes said Timchenko was the sixth wealthiest person in Russia, worth $15.3 billion» (http://www.themoscowtimes.com/business/article/putin-ally-timchenko-figurehead-for-us-ire/510707.html). Bref, yankees are following Putin's money: «“Timchenko is a stand-in for what the U.S. government is more interested in, which is Putin's personal wealth,” said Karen Dawisha, a professor at Miami University, Ohio, and author of  “Putin's Kleptocracy: Who Owns Russia?”» (ibid.).

sabato 14 marzo 2015

La "vita da galeotto" di Putin

l ricchissimo Putin li prende anche per il culo, i suoi sudditi (intendiamoci: giustamente :). Sentite cos'ha dichiarato nel 2008: "I have worked like a galley slave ['come un galeotto'; no, non in quel senso, purtroppo; no, 'come un vogatore di galea', alla catena] throughout these eight years, morning till night" (http://www.nybooks.com/articles/archives/2008/may/15/the-truth-about-putin-and-medvedev/). Beh, Boris Nemtsov (già, quel Nemtsov che ci ha così inopinatamente lasciato) ha pensato di intitolare ironicamente "Vita di un galeotto", Жизнь раба на галерах, un pamphlet (uscito nel 2012) che descrive la sua umbratile vita da schiavo (uno che magna "pane e cicoria", per dirla con Rutelli :). Purtroppo, è disponibile solo in russo (qui: http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/world/2012/120827_Russia_Pamphlet.pdf), ma potrete farvi un'idea della vita grama condotta dall'ometto leggendo quest'art., in cui si riassume il contenuto del pamphlet: http://www.theguardian.com/world/2012/aug/28/vladimir-putin-palaces-planes-toilet. Curioso che i feroci critici del satrapico volo Firenze-Roma in elicottero di Renzi non abbiano nulla da dire su un uomo il cui "lifestyle can be compared to the life of a Persian Gulf monarch or a flamboyant oligarch" (ibid.).