Chi mai poteva scegliere come PdR Salvini, l'uomo (ma forse "uomo" è dire troppo) che ha fatto una bandiera del non fare mai (costi quel che costi) un cazzo? Il baby-baby pensionato (oh, 53 anni, mica pizza e fichi!) Vittorio Feltri,
ça va sans dire.
http://www.giornalettismo.com/archives/132612/la-pensione-da-180mila-euro-di-feltri/
La pensione da 180mila euro di Feltri
di Dario Ferri - 07/07/2011 -
“Riformare le pensioni”, dice
l’editorialista del Giornale. La sua no?
Un trafiletto del Fatto a firma
dell’ottimo Vittorio Malagutti ci racconta un episodio curioso che
appartiene alla vita di Vittorio Feltri, baby pensionato andato in
ritiro del 1997 a 53 anni:
Per rimettere in sesto i conti pubblici bisogna innanzitutto intervenire
sulle pensioni innalzando l’età in cui si smette di lavorare. La
ricetta, in verità non nuovissima, arriva da Vittorio Feltri che martedì
sera durante la trasmissione “In Onda” condotta su La7 da Luisella
Costamagna e Luca Telese, ha detto la sua sulla manovra appena varata
dal governo. “Bisogna fare come la Germania”, ha detto sicuro
l’editorialista de Il Giornale. “Tutti sanno che in Germania si va in
pensione a 67 anni”, ha spiegato Feltri, “mentre noi ci ostiniamo ad
andarci a 58,59, 60”. Tutto vero, come no. Anzi, a volte capita perfino
che qualcuno riesca a raggiungere l’agognata pensione anche prima,
molto prima. Feltri per esempio ce l’ha fatta a soli 53 anni, nel 1997.
Una pensione d’oro : ben 347 milioni di lire all’anno, circa circa 179
mila euro, a carico dell’Inpgi, l’Istituto previdenziale dei
giornalisti. Da allora Feltri ha continuato a scrivere e a dirigere
giornali, ricevendo ricchi e meritati compensi e spiegando al mondo
intero che è meglio per tutti se si va in pensione a 67 anni.
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