L'infame attacco dei dementi serial killers "religiosi" contro Charlie Hébdo ha determinato il consueto abuso di retorica al quale siamo abituati dal tempo del "nostro" terrorismo: un hit del momento sembra infatti "l'attacco al cuore dell'Occidente" (con tanto di lacrimuccia per la Grande Révolution, sparsa - nella pioggia, come al solito - per l'occasione anche dai molti antigiacobinisti in SPE).
Ma, ragionando freddamente, bisogna sempre ricordare che quella "guerra asimmetrica" che chiamiamo "terrorismo" ha finalità diverse dalle azioni di guerra classiche: ha infatti finalità sociali e politiche, piuttosto che militari.
Quali sono state, del resto, le conseguenze militari dell'azione di quei coglioni (non a caso, sono due) dei fratelli Kouachi? Zero. La capacità difensiva ed offensiva della Francia (il "nemico" dei due deficienti) non ne è stata minimamente diminuita, e l'economia (che ha altri problemi) marcia con le stesse difficoltà che aveva ieri.
L'unico "risultato" del dinamico duo sarà una manciata di voti in più per la parte conne della politica francese (e non solo: con il calore prodotto dallo sfregamento di mani dei fasci europei/antieuropei Le Pen, Farage, Salvini e Orban, ieri ci si sarebbe potuto mandare avanti uno Stato di media grandezza), che prontamente ha dimostrato la sua propensione alla mendicità (e poi se la prendono con gli zingari!) elettorale.
La guerra santa contro l'islam è ovviamente un'idiozia (roba per fobozerbini), e la guerra contro l'ISIS è vinta a priori.
L'unico problema che abbiamo è la barbarie interna: la Vandea di chi è pronto (ed è accaduto, con il Patriot Act, in una democrazia molto migliore della nostra) a gettare nella "spazzatura della storia" tutto il diritto occidentale, in nome di una sicurezza che non avrà.
Come diceva Benjamin Franklin, infatti, those who sacrifice liberty for security deserve neither.
Amen.
Nessun commento:
Posta un commento