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martedì 1 luglio 2014

Antigermanesimo e autoassoluzione

C'è molto di cattolico e di patetico nel ridicolo "antigermanesimo" che circola in Italia: la volontà cieca di attribuire ad altri o ad altro la responsabilità (che non è una "colpa") del fallimento strutturale del Paese, caricando apotropaicamente questo capro espiatorio di tutte le nostre colpe (ché tali le sentono, i mammalucchi antitedeschi). Scompaiono così magicamente (con gran conforto dell'idiota standard, che non vuole esser tormentato dagli incubi dell'autocritica), come neve al sole, 70 anni di clientelismo e corruzione, di vivacchiamento su "trucchi da capomastro", di solido clanismo imprenditoriale e criminale, di vischioso familismo welfaristico (in assenza sostanziale di un welfare vero). E se poi, "all'apparir del vero", tutta 'sta roba mostra (comprensibilmente) la corda, di chi è la "colpa"? Della Merkel, dell'euro, dei "poteri forti", e via rimbambendo verso toni da "nazione proletaria". Così il pupo dorme tranquillo. Patetici bambocci.

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